Trabocco Punta del porto
Trabocco sul molo di San Vito (il secondo da terra).
Posto alla fine del molo di San Vito Marina è stato completamente ristrutturato negli anni 90, è da sempre meta di soste al fresco della sua ombra durante le calure estive.
Costruito dai fratelli Tommaso Veri (1910) e Nicola Veri "di Scirocche'' (1920) e Paolo Di Cintio ("Pauline di Turchinije", 1906-1993) immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale. Felice Marinucci "cillitte" e il figlio Antonio, termolesi, hanno prestato aiuto di scambio. Vi pesca abitualmente Egisto Caporrella "Ia filibbuste". Alla fine degli anni Cinquanta viene rilevato da Carmine D'Alessandro ("Carlucce di mezzicule") e Cesare Annecchini. Cesare cede la sua parte a Carmine ed il trabocco passa ai figli di Carmine: Francesco ("Ciccucce"), Nino "vindiddù" e Remo. Dai tre fratelli passa a Leone Forlani di S. Apollinare e da questi a Lucio Zazzara di Pescara e Antonio Veri "di Scirocco" la "ulipette".
Tratto dal libro "Trabocchi, traboccanti e briganti" di Pietro Cupido















