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I Turchi tra invasioni e contrabbando

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La presenza dei turchi lungo le nostre coste è stata da sempre molto frequente sia per aver avuto per molto tempo, anche se a fasi alterne, il dominio sulla costa orientale dell'adriatico sia per l'appetibilità dei notevoli traffici che vi si svolgevano.
Anche la conoscenza approfondita della nostra costa favoriva gli attacchi di sorpresa e ciò era merito in particolare di Piri Re'is, un ammiraglio turco dei primi decenni del 1500 che aveva percorso per moltissimi anni tutto il mediterraneo. A lui si deve anche un atlante di oltre 200 fogli di cui 33 relative all'Italia. Una copia di questo Libro della Marina così come è intitolato in turco, "Kitab-i-Bahriyye" si conserva nella Biblioteca Universitaria di Bologna nel cosiddetto Fondo Marsili è al n. 3609 vi è il foglio che che comprende anche S. Vito. (Fig. 1)
I luoghi sono rappresentati con una certa approssimazione e la loro dislocazione si sottopone a delle interpretazioni non sempre facili e risolutive. La presenza di colline nelle vicinanze di S. Giovanni in Venere, Lanciano o Chieti dovrebbero indicare sia l'altitudine dei luoghi sia la loro distanza dalla costa.

Antico foglio rappresentante San Vito Chietino

Il numero delle torri starebbe poi ad indicare la qualità della fortificazione della città. San Vito viene rappresentata sulla stessa linea di Francavilla e di Ortona e ciò dovrebbe far pensare al sito posto sulla collina e non alla torre di guardia posta sulla spiaggia.
La carta comunque ha una sua logica: si preferisce mettere in evidenza in modo immediato ciò che risultava essere fondamentale per un'incursione. Ecco, quindi, i paesi rappresentati in modo sommario ma ad esempio il Sangro ben marcato quasi ad invitare le fuste dei turchi come scalo, riparo durante la notte o per rifornimento di acqua dolce.
L'atteggiamento ostile dei pirati Turchi ed i loro attacchi alle navi in navigazione nell'Adriatico non sempre era dovuto ad azioni militari o rivendicazioni territoriali. L'assalto piratesco era sovente a copertura di una più semplice azione di contrabbando con punti d'appoggio italiani sulle nostre coste.
Quando nel 1547 un tale "Giovanni di Pitruccio" cade in mano ai Turchi, il carico di pelli che proveniva da Ragusa fu rinvenuto in una locanda, "intus hospitium", vicino al porto di San Vito di proprietà di un certo "Don Vito" che fu costretto naturalmente alla restituzione della merce.