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I primi insediamenti

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Al sito sulla spiaggia doveva essere collegato anche un insediamento sulla collina retrostante in località Murata Alta tenendo presente la tipologia dei reperti rinvenuti in questo luogo, "tre pile fittili, una delle quali conteneva cenere...oltre a monete di bronzo dell'epoca dei cesari ed una lapide con iscrizione", nonché i resti di una grande villa romana consistenti in "avanzi di pavimenti a mosaico e pitture".
I contadini della zona, nei lavori di scasso, testimoniano di essersi trovati di fronte ad aperture profonde nel terreno identificate poi come gallerie sotterranee, attualmente occluse, che proseguivano in direzione del mare.
Lo storico lancianese Omobono Bocache ci parla di due insediamenti, Audum e Feltrum indicati sia come "conciliaboli" sia come "oppidi": probabilmente intendendo con il primo termine luoghi di scambi commerciali e con il secondo, stando alla definizione data dagli autori latini, agglomerati di secondaria importanza non necessariamente posti in punti strategici.
Lo stesso autore riferisce, inoltre, di una tavoletta di bronzo (Fig. 1) che da un lato reca la scritta "ANXANUM EMP. FRENT. L. ARIO ET M. GAVIO COS." e dalla parte opposta "L NUND. D CONCILIAB FISIO . EUKAN FELTRO, ROTAE SILIO ET AV DO D D" interpretato dal Bocache come "ANXANUM EMPORIUM FRENTANORUM LUCIO ARIO ET MARCO GAVIO CONSULIBUS" e "LOCO NUNDINIARUM DATO CONCILIABULIS FISIO, EUKANO, FELTRO, ROTAE, SILIO ET AUDO, DECRETO DECURIONUM" .
Da ciò si evince, continua lo scrittore lancianese, che le due comunità "con Decreto di decurioni Anxanesi ottennero il sito distinto nel vasto campo dove si celebravano le stimate Fiere di Commercio".
Tavoletta di bronzo

Le due comunità di Feltrum e Audum dovevano trovarsi quasi sicuramente nel territorio di San Vito. Il primo doveva far riferimento al fiume Feltrino anche se non sappiamo se la comunità ha dato nome al Fiume o viceversa mentre per quanto riguarda Audum la questione è molto più complessa.
Sappiamo che in un diploma del 1562 del Re di Napoli Filippo I viene confermato il possesso di un feudo col nome Gaudo e non di Audum o Audo e con lo stesso nome appare in una descrizione del 1627 e due secoli dopo in una delibera del Consiglio Comunale di Lanciano viene nominato un "Porto di Gaudo".
Dal documento del 1627 riusciamo anche a localizzare con una certa precisione: San Vito viene descritto "confinato col feudo di Sant'Apollinare e terre di Gaudo, la Villa del Treglio, la città d'Ortona, il Porto di Lanciano".
Lo stesso Bocache interviene sul sito in questione sostenendo che il "Gaudo" o "Gualdum" e "Audo" sono da riferirsi sempre allo stesso luogo: la trascrizione diversificata deriverebbe dal fatto che è "comune difetto de' Lancianesi e del contorno" di pronunciare termini inizianti per la vocale tonica "a" come se fosse preceduta da una "g" "il verbo latino Audio, motivo per cui invece di Audio pronunciasi Gaudio" e trascritto allo stesso modo.